Se cambia il mondo, cosa fa tendenza?

Ciao a tutti!!!
Dopo qualche settimana di ferie rieccomi a scrivere per il mio blog!

Riparto con uno sguardo generale rivolto al mondo e con alcune considerazioni sul contesto in cui ci muoviamo e in cui viviamo, sempre dal punto di vista comunicativo!

 

Oggi come oggi, senza ombra di dubbio sono cambiate le aziende: la marca deve riuscire a creare una comunità attorno a sè, di modo da far si che gli altri parlino di lei. Deve riuscire ad utilizzare la potenza offerta dai nuovi media (se ancora di media si può parlare!) con creatività, pianificazione strategica e intelligenza, creando connessioni e conversazioni, mantenendo comportamenti leali, trasparenti (il web mette a nudo come titola la prima pagina del Times del 2007); deve associare brand e anima, deve trasmettere contenuti rilevanti per la comunità, deve alimentare un dialogo attorno a sè, deve avere comportamenti etici, deve avere come motore un grande idale che sia la base di tutte le sue manifestazioni nel mondo (comunicative e non) e che sia correlato ai bisogni profondi del suo universo di riferimento… E deve trasmettere tutto utilizzando una comunicazione “olistica”, che smuova prima di tutto passioni e interessi.

Ma ad essere cambiato è anche il consumatore, intelligente, motivato, che si cerca le notizie da solo e non si fa prendere in giro. E’ lui che ricerca la marca se questa ha qualcosa di interessante da dire, ed è lui che decide come e quando avvicinarsi ad essa, seguendo non le corsie preferenziali e calate dall’alto fornite dalla marca, ma adottando la logica dell’ipertesto e del link, che sovverte le gerarchie aziendali. Oggi la marca non può più parlare a segmenti di target, ma si rivolge a forme di vita elastiche, ovvero persone, ognuna con bisogni, idee, motivazioni e conoscienze specifice.

In più anche il mercato d’oggi è mutato profondamente. Adesso è caratterizzato da velocità, obsolescienza, immaterialità, ritmo frenetico, confusione, ipercompentizione, sovrabbondanza e tenenze,

Fino a 20 anni fa le tendenze erano elementi appartenenti solo alla moda (legate alla stagionalità). Nel tempo invece ci siamo accorti che la tendenza parla di scambi, di una relazione tra 2 poli che sono andati sempre più rendendosi mutuamente equivalenti (equivalenza raggiunta quando i media digitali sono diventati di largo consumo). Le tendenze sono uno dei drive più importanti e utili per capire i mercati e governarli, gestirli e non subirli.
Le tendenze sono uno strumento potente: di fatto alla questione legata alle tendenze si è posta per tutti i mercati. Non è più solo relativa alla moda, anzi, la moda adesso è la categoria in cui le tendenze intervengono meno. La moda si è resa indipendente dalle occasioni d’uso, dalle categorie temporali, dall’investimento di valore legato alla categoria del prezzo.
La tendenza diventa necessaria per ragionare sui mercati quando il bisogno è un bisogno non funzionale, quando il mercato è carico di comunicazione e di merci.

La tendenza arriva a costruire una differenza (valori, scarto, desiderio, disgiunzione – che semioticamente parlando porta a una tensione) necessaria per reintrodurre il meccanismo di circolazione del valore, che si era stoppato per la saturazione della necessità. Dunque la tendenza interviene quando si esaurisce il meccanismo del bisogno: si devono costruire questi motori, meccanismi propulsori per far ripartire il mercato se si ferma.
Ma che cosa è precisamente una tendenza? La tendenza è parte di un ragionamento strategico, un elemento dinamico, che per sua definizione interna si sposta. Ha tratti pertinenti che costruiscono un’identità alla quale ci si può adeguare, riferire. La tendenza nasce per introdurre uno scarto, un desiderio laddove dal punto di vista sostanziale non ci sono differenze. Ma tendenza è anche INNOVAZIONE, che si investe grazie alla tendenza, nelle idee di prodotto (nel nome, nel pack…). La tendenza è adeguazione, introduzione di una coerenza intorno a alcuni tratti pertinenti (che costituiscono un’identità) per poter rappresentare un traino nuovo, che spinge avanti.

La tendenza è utile per la costruzione dello scenario, elemento di partenza per impostare una qualsiasi iniziativa di comunicazione.

Ecco un breve quadro analitico di come si individua una tendenza e di come si porta avanti un’analisi situazionale, socioetnografica e di come si costruisce uno scenario:


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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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