Domenech, mission impossible: un’immagine da ripulire…

“… i giocatori si resero protagonisti di quello che sarà definito un ammutinamento nei confronti di Domenech, con il capitano Henry che dichiarò: « Sono da 12 anni in Nazionale e non ho mai vissuto questa situazione. Non sappiamo come metterci, come organizzarci. Non sappiamo che fare. Non abbiamo un modo di giocare, un’idea da seguire, un’identità. No, non va. ». Sempre tramite Henry i giocatori della Nazionale francese fecero sapere a Domenech di essere ‘”delusi del suo lavoro e annoiati e confusi dai suoi metodi di allenamento”‘. …. Domenech, inoltre, si trovò ad affrontare un nuovo ammutinamento della squadra, che decise di saltare una seduta di allenamento in segno di solidarietà nei confronti di Anelka. Il loro comunicato fu letto di fronte ai giornalisti dallo stesso CT, che in conferenza stampa definì “una pagliacciata” il gesto dei calciatori… Lo stesso Domenech al fischio finale della partita contro il Sudafrica si rifiutò di stringere la mano al collega Carlos Alberto Parreira, aprendo un nuovo caso... La federcalcio francese (Fff) ha licenziato l’ex commissario tecnico Raymond Domenech il 5 settembre 2010…” (link wiki)

Raymond Domenech, prima di questa parabola discendente, è stato un allenatore che ha portato una nazionale alla finale di un mondiale, un giocatore con un campionato e una coppa di Francia nel suo palmares, uno sportivo di successo.

Adesso sembra voler tornare “di moda”, sembra voler recuperare “punti simpatia” persi agli occhi del mondo. E per far questo ha anche elaborato una strategia.

Vediamone i passi:

– si è proposto come allenatore di una squadra di bambini, nella periferia chic di Parigi

– è diventato testimonial di spot di poker online con spot come:

– Ha allenato una squadra di giornalisti (scadenti) in un torneo di calcetto

– Ha partecipato a un reality dove l’ex tecnico figurava nel cast come un coach per gente da rimotivare al grido di “M**D” (reality chiuso per mancanza di audience)

– E’ uscito sconfitto da una partitella organizzata sabato scorso a Etables-sur-Mer tra una rappresentativa messa in piedi da un’associazione di funzionari di polizia e una squadra di ragazzi in difficoltà (guidata da lui) link

 

Insomma, ha provato a fare del vero e proprio PERSONAL BRANDING, provando a risollevarsi e cercando di ricostruire la propria popolarità.

Ma vediamo dove sta sbagliando, aiutandoci con delle slide (tratte da link) che ci aiutano a capire che cosa sia il personal branding:

 

Forse vista da questa prospettiva non sta sbagliando nulla.

Semplicemente è un personaggio antipatico, che ha macchiato la sua reputazione nel corso degli anni, e non basteranno certo qualche improvvisazione in tv e qualche iniziativa benefica per fargli risalire la china.

In casi come questi la strategia, la comunicazione e la pianificazione non servono a nulla….

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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