Fake a Wish: il word of mouth che genera l’assurdo

In alcuni articoli postati sul blog ho parlato di overload informativo o bufale sul web: voglio parlare oggi di una cosa straordinariamente assurda, che unisce entrambe le cose.

Si tratta di Fake a wish, un Celeb Fake News Generator, che permette di creare bufale vere e proprie sulle celebrità.

L’ultima è relativa alla morte di David Beckham.

 

Si legge sul sito di Sportmediaset: “Panico tra i fan di David Beckham alla notizia (poi rivelatasi uno scherzo) circolata sul web della morte del 36enne centrocampista in un incidente d’auto. A diffonderla “Global Associated News”. Pubblicando la notizia con la precisazione “la storia è ancora in aggiornamento”, il sito ha dichiarato che ‘Becks’ si era schiantato con la sua auto mentre viaggiava ad oltre 150 km/h.  “Global Associated News” ha anche riferito che Beckham non era sotto l’influenza di alcol o droga e che il funerale si sarebbe svolto a bara chiusa a causa delle gravi lesioni alla testa visto che l’auto si era ribaltata più volte.
Terrore e poi rabbia tra i fan del giocatore che si sono sfogati sui social network. “Come si fa a giocare con la morte?”, lo sfogo di uno dei tifosi di Beckham su Twitter, “Non è divertente, David è vivo, la gente stupida diffonde stupide voci”, un altro dei commenti. Tra l’altro qualche ora dopo l’annuncio l’ex stella di Manchester United, Real Madrid e Milan è scesa in campo con i Los Angeles Galaxy nella sconfitta contro i costaricensi dell’Alajuelense nella Champions League centro-americana.”

Ecco alcuni Tweet:

Questi siti sfruttano il Wom (il word of mouth), il passaparola, il diffondersi, attraverso una rete sociale, di informazioni. Wom che è simile, ma non identico, al buzz marketing, quell’insieme di operazioni di marketing non convenzionale usate per aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, di conseguenza, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di un brand: consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare circa un prodotto o servizio e nel facilitare quelle conversazioni (la parola buzzinfatti richiama il ronzio delle api).

Dal sito Fake a wish, da cui è appunto possibile costruire la morte di una persona, si possono scegliere una serie di formule per annunciare una tragica notizia, che sembra, peraltro, verosimile, poichè riporta anche l’ora esatta del decesso, il commento della polizia locale, le reazioni di parenti e amici. Queste notizie vengono poi lanciate sul web, e ci pensiamo noi con il nostro ronzio e con link, condivisioni, tweet e quant’altro a fare il resto.

Volendo star lontani da moralismi e commenti etici, mi limito a definire Fake a wish una stupidaggine.

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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