Bryant in Italia: sponsor, sogni, soldi. Le “S” che significano speranza.

“Sponsorizzare qualcosa o qualcuno (dal latino sponsor=”garante, manlevatore”, ovvero dal verbo spondere=”promettere solennemente”) significa sostenere un evento, un’attività, una persona o un’organizzazione, finanziariamente oppure attraverso la fornitura di prodotti o servizi. Per sponsor s’intende l’individuo o l’azienda che fornisce tale sostegno.

La sponsorizzazione può pertanto consistere in un accordo che preveda pubblicità in cambio dell’impegno a finanziare un ente o un evento popolare. Per esempio, un’azienda può fornire divise e accessori a un atleta o ad una squadra sportiva in cambio dell’esposizione del proprio marchio sugli stessi. In tal modo lo sponsor ne guadagna in popolarità, mentre il soggetto sponsorizzato può guadagnare molto denaro. Questo tipo di sponsorizzazione, definito in inglese cause-related, è comune nei settori dello sport, dell’arte, dei mezzi di comunicazione e delle attività benefiche.” (wiki)

Come avete capito, parliamo di sponsorizzioni. E di Basket.

Sabatini, il patron della Virtus, sta facendo di tutto per portare a Bologna la stella dell’NBA Kobe Bryant. Dell’ultim’ora è l’offerta di 2,5 milioni di dollari lordi per il periodo dal 9 ottobre al 16 novembre. Rob Pelinka, l’agente di Kobe, aveva chiesto 7,5 milioni di dollari netti per un anno, un prezzo inaccessibile per la Virtus, che, in prima battuta aveva offerto 5 milioni lordi.

Sabatini ha rivelato “di avere trovato almeno un sostenitore al progetto finanziario. «Un’azienda di Bologna, una persona molto seria che già conosciamo». Di più non si fa scappare, ma le indiscrezioni portano uno sponsor già collegato alla Virtus” (link).

Che si tratti di chiacchere o di realtà, (e intanto Bryant dice che sarebbe un sogno, per lui, giocare in Italia, vedi le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport) possiamo comunque interrogarci su quali che siano i vantaggi per un’azieda di pallacanestro nell’investire una somma così alta per una stella e per uno sponsor di sborsare così tanti soldi per portare Koby in Italia.

Iniziamo dicendo che si tratterebbe di un affare da almeno 350 mila euro a partita, di solo botteghino ai quali poi andranno aggiunti gli introiti pubblicitari, i diritti televisivi, il merchandising. Insomma, una vera miniera d’oro, seppur l’investimento sembra essere immane. E non stupisce che Lega e Federazione appoggino il progetto, visto che in termini di introiti economici, visibilità e accrescimento della notorietà il basket in toto ne trarrebbe un beneficio non quantificabile.

Palazzetti sempre pieni, tv che non parlano d’altro, magliette andate a ruba… questo è quello che si immaginano a ragione chiunque pensi a questo progetto.

La Virtus ha lanciato anche un appello ai tifosi, per invitarli a mandare una mail a Bolognaperbryant@virtus.it per chiedere a Bryant di venire a giocare in Italia.

Ecco alcuni messaggi (che trovate a questo link):

Ma quali sono i vantaggi per un’azienda che fa da sponsor?

Beh, il riflesso di tutta questa notorietà cadrebbe interamente sull’azienda sponsorizzante, ma vediamoli in dettaglio.

– una divulgazione del proprio segno distintivo, della sua unicità, in primo luogo con la visibilità del Brand Name.

– un rafforzamento dell’immagine sul mercato.

– una “creazione di vendite”.

– tutti gli influssi positivi che avrebbe il mondo del basket in Italia.

– rafforzamento di visibilità e incremento della notorietà presso il suo target, i suoi user e consumer, alla ricerca anche di nuove fette di mercato e di nuovi consumatori.

– la visibilità aiuta a raggiungere gli obiettivi strategici e comunicazionali già programmati dall’azienda stessa.

-moltiplicazione dei messaggi da trasmettere.

– riflesso di altri media, che amplierebbero la portata della sponsorizzazione (tutti parlerebbero di Bryant, tutti seguono una partita di basket con Bryant in campo).

-bassa resistenza del pubblico, che non idividua lo sponsor come disturbatore, da catolagare assieme alle altre forme di pubblicità.

Certo, rimane vero che si parla di soldi, tanti soldi, prima che di vantaggi.

 

 

 

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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