L’odore dei soldi: ambient marketing e loghi olfattivi.

Gli odori vengono usati sempre di più per incrementare produttività e vendite. “In Giappone si spruzzano negli uffici: essenza di limone al mattino per stimolare i dipendenti, odori di fiori nel pomeriggio per prolungare la resistenza, profumo di bosco alla sera per trasmettere una sensazione di ottimismo. Negli Stati Uniti odore di cioccolato e pane appena sfornato hanno fatto registrare un’impennata delle vendite, e in Germania fragranze d’erba e fiori facilitano le vendite nei grandi magazzini” (link).

Si è capito da tempo che fornire emozioni ed esperienze fosse una chiave per giungere nel cuore dei consumatori e spronarli all’acquisto. Il marketing emozionale, del resto, è una nuova leva sempre più presa in considerazione dalle aziende e divenuta al centro di qualsiasi progetto comunicazionale. Che si tratti di Immagini, Video, Esperienze, Musica o Profumi poco importa, l’importante è catturare il plauso dell’eventuale acquirente.

E proprio i profumi sembrano essere una delle nuove scoperte capaci di stimolare l’attenzione delle persone.

 

Il logo olfattivo può essere utilizzato su dei supporti materiali (carte, tessuti, pelle ecc), e può essere diffuso negli ambienti.

“Un aspetto sempre più considerato del logo aziendale è il logo olfattivo, che ha il vantaggio, rispetto alla pubblicità tradizionale, di occupare interamente lo spazio e di pervadere completamente la situazione in cui è diffuso. Diffondendo l’odore durante eventi legati all’azienda o durante eventi sponsorizzati, culturali e sportivi, di forte carica emozionale, è possibile condizionare un determinato pubblico ad una risposta emotiva favorevole che scatterà automaticamente al risentire l’odore sul prodotto stesso o nei negozi che lo vendono.

L’elaborazione d’un logo olfattivo si fa in funzione del bersaglio che si cerca di raggiungere.

Più ristretta sarà la tipologia di pubblico per un prodotto, più semplice sarà il compito di fare il suo logo olfattivo.

Le grandi aziende attuali che possiedono un marchio hanno interessi molto diversificati e il loro pubblico raggruppa una vasta varietà di tipologie diverse, il quale rende la scelta del logo olfattivo delicata. Non solo l’odore scelto deve simboleggiare i valori dell’azienda ma anche ottenere un consenso pressoché universale. Per arrivare a questo risultato è importante stabilire un protocollo che minimizza il rischio d’errori e che permette di convalidare ripetutamente la scelta dell’odore, prima che diventa la firma olfattiva definitiva dell’azienda”. (link)

“Dagli anni ’90 ad oggi, l’approccio al marketing olfattivo è sempre più presente, dal settore distributivo a quello dell’entertainment. Si inserisce all’interno delle nuove strategie /tecniche di “ambient marketing”, che puntano alla strutturazione di caratteristiche ambientali nei punti vendita commerciali come nei flagship stores (monomarca) al fine di una migliore “esperienza” per il cliente”.(link)

“L’industria distributiva si avvale della profumazione ambientale per ricostruire, anche tramite supporti tecnologici avanzati, una serie di ricordi ed immagini che hanno un effetto psico-fisico positivo per i consumatori e che rallenta la loro andatura, aumentando le probabilità che si fermi per acquistare il prodotto. In campo musicale, per esempio, molti ricorderanno i concerti del tour ‘Capo Horn’ di Jovanotti, durante i quali furono diffusi cinque odori differenti in cinque momenti diversi: l’arancio durante “Dolce far niente”, il borotalco durante “Per te”, il patchouli con “L’ombelico del mondo”, la rosa nel bel mezzo di “Bella” ed il cappuccino sul finale di “Gente della notte”.

Ogni fragranza diffusa in modo opportuno permette di stabilire una particolare associazione tra un odore ed uno stato d’animo, e a livello cerebrale, si creano dei veri e propri ponti mnemonici: (e) sulla base di questo principio si possono creare vere e proprie scenografie olfattive in grado di guidare il percorso del potenziale acquirente o di rendere più sopportabili e rilassanti diversi ambienti, per esempio gli ospedali e gli uffici.

Il messaggio olfattivo, quindi, come mezzo di comunicazione innovativo ed efficace, si presta al raggiungimento di importanti obiettivi, tra cui:

– promuovere l’immagine aziendale

– rafforzare il ricordo di nuovi prodotti

-catturare l’attenzione dei clienti.

Nell’ottica di una nuova percezione della marca da parte del cliente, il marketing olfattivo si presenta come una leva aggiuntva al processo di accelerazione verso una customer satisfaction sempre più “olistica”: come ogni strategia va studiata e progettata con attenzione, anche nello scegliere –banalmente- un’aroma rispetto ad un’altra in un particolare momento e per una particolare (ed unica) esperienza d’acquisto”. (link)

Insomma, sembra proprio vero che “chi controlla il profumo controlla il cuore delle persone”!

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

Una Risposta a “L’odore dei soldi: ambient marketing e loghi olfattivi.”

  1. I constantly spent my half an hour to read this website’s posts everyday along with a mug of coffee.

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