Nestlè, uno spot “da cani”…

La distinzione tra chi compra un prodotto, chi ha dunque potere d’acquisto, e chi lo usa è ben nota agli operatori pubblicitari e a chi vive di pubblicità e comunicazione.

Ma se questa differenza ha avuto il suo esempio principe nella distinzione tra mamme e bambini/ragazzi, con spot di prodotti per ragazzi indirizzati ai genitori, adesso sembra che le aziende siano più attente anche ad altre tipologie di utilizzatori: i cani.

Uno dei primi esempi si registrò qualche anno fa, in Inghilterra, “quando la Naturia realizzò il primo spot radiofonico per cani. Fu un successo sia in termini di immagine  che di ricavi. Al grido di “Noi capiamo i cani”, in un solo mese aumentarono le vendite del 28%. Ecco come funzionava: ogni volta che lo speaker pronunciava il nome dell’azienda, veniva mandato in corrispondenza un segnale acustico a una frequenza udibile solo ai cani. In pratica, alla parola “Naturia” gli animali drizzavano le orecchie e si avvicinavano alla radio. Una reazione interpretata dai padroni come garanzia di qualità del prodotto”. (link)

Celebre è stata anche la pubblicità ferma-cani, a Londra, nel 2001, con l’introduzione di cartelloni ad altezza di cane che emanavano odore di urina. In questo modo il cane si fermava ad annusare, il padrone di conseguenza si bloccava e proprio a lui era rivolto un secondo cartello, più in alto, dove poteva leggere le informazioni utili per iscrivere il cane al Pet Awards, il premio indetto della televisione «Animal Planet», pronta a premiare cani e padroni eroici.

Ma molti sono gli esempi storici, come la campagna pubblicitaria 2005 per il cibo dei cani dell’agenzia Leo Burnett di Francoforte, che non parlava ai proprietari, ma cercava di stabilire un contatto diretto con i cani.

Assieme alla foto del prodotto pubblicizzato, in scala reale, veniva rilasciato un odore molto simile a quello del prodotto, così che i cani si avvicinavano e si fermavano di fronte al cartellone.

Fresca fresca è invece la notizia che Nestlé, il più grande gruppo mondiale nel settore alimentare, ha deciso di indirizzare la sua ultima campagna pubblicitaria verso il mondo dei cani, un settore economico in continua crescita, uno dei pochi che resiste alla crisi generale.  In uno spot, che uscirà in questa settimana sulle tv austriache, si sentono ultrasuoni e guaiti per la maggior parte udibili solo ai nostri amici a 4 zampe. La reazione del cane dovrebbe essere così euforica da indurre i padroni ad acquistare il prodotto (Beneful, un nuovo brand di cibo per cani di Nestlè), solo per la gioia di veder contento il proprio animale.

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

Una Risposta a “Nestlè, uno spot “da cani”…”

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