Steve Jobs e la tribù Apple: ecco dove rintracciare la sua grandezza.

Un piccolo omaggio di questo blog va necessariamente a Steve Jobs. Tanto si è parlato di lui e della sua morte, decantando le sue qualità di uomo, i suoi valori, il suo credo. Vorrei soffermarmi, in queste righe, sul cosa ha costruito con i suoi prodotti. Con la Apple ha costruito un mondo, una tribù di fan che si identifica nei prodotti dell’azienda in una maniera decisamente forte, che in molti casi si avvicina a vere e proprie forme di fanatismo e fondamentalismo.

Tutti noi che acquistiamo un qualsiasi oggetto Apple facciamo una scelta di campo, entriamo in una comunità che ha un proprio linguaggio e una serie di valori che ci diversifica da tutti coloro che preferiscono altri brand.

L’Iphone, l’Ipad, l’Ipod, il Mac… sono veri e propri status symbol: possedere, utilizzare e ostentare tali prodotti è un chiaro segnale: I’m a Macproprio come dice la pubblicità.

Ecco alcuni estratti di un articolo del 2010, tratto da Ninja Marketing

“L’iPod, ad esempio, è innanzitutto un vettore di comunicazione, ovvero un oggetto dalla forte carica semantica, capace di comunicare e di produrre significati. Al momento dell’acquisto il consumatore compie un reale rito iniziatico attraverso il quale non solo entra in possesso di un lettore mp3, ma acquista anche il forte valore di legame racchiuso nel prodotto stesso. L’iPod è infatti innanzitutto un linkin object, un oggetto di connessione tra gli utenti, il fulcro attorno al quale si addensano storie ed esperienze comuni. Il rito si ripete ad ogni utilizzo dell’iPod.

Come afferma brillantemente Steve Chazin le stesse cuffie bianche del lettore sono un abilissimo strumento che trasforma l’oggetto in uno status symbol: indossa le cuffie bianche ed entrerai a far parte della tribù. Conseguenza di ciò è che attorno all’iPod sono nate e continuano a nascere numerosissime tribù, gruppi di appassionati che spendono le loro forze per la realizzazione di una missione ben precisa: condividere la loro passione con quelli che pensano e sentono come loro. Queste neotribù sono formate da persone diverse per età, sesso, professione, ma unite da una passione comune e condivisa. Si tratta di tribù non definite dal punto di vista spaziale: spessissimo i fan di Apple si riuniscono in una delle numerosissime comunità “virtuali” dedicate ad un singolo prodotto o al brand Apple in generale.

Tutto questo non vale solo per l’iPod, ma anche per altri prodotti dell’universo Apple. Le stesse considerazioni potrebbero infatti essere fatte per altri prodotti di successo.

Se ne volete avere prova, vi basta andare su qualsiasi forum di informatica o telefonia e cercare le discussioni riguardanti i MacBook o l’iPhone. Vi troverete davanti a thread infiniti, dove fondamentalisti della Apple e strenui avversari di tutto ciò che è marchiato da una mela si fronteggiano a colpi di schede tecniche, sistemi operativi e listini prezzi in una guerra che sembra avere le stesse possibilità di concludersi del conflitto fra israeliani e palestinesi.

I membri di queste comunità sono  i consumatori intesi non come semplici utilizzatori di un prodotto, quanto piuttosto come appassionati, che instaurano con il prodotto acquistato un vero e proprio rapporto d’amore.

Si parla così sempre più spesso di consumatori evangelisti, influenzatori per vocazione che diffondono in modo incondizionato, e spesso anche inconsapevole, l’iVirus. Assistiamo così al passaggio a un marketing tribale estensivo, che consiste nell’ampliamento delle stesse tribù attraverso il coinvolgimento di nuove persone, ottenuto soprattutto grazie alla diffusione virale di un messaggio. Apple sa bene che questi clienti costituiscono una forza troppo grande per essere ignorata. Ecco quindi la grande attenzione data agli utenti finali, cercando di alimentare l’immaginario tribale. Nascono quindi spazi che sono diventati veri e propri luoghi di culto per gli Apple lovers – gli Apple Store – mentre vengono costantemente monitorate le community online. Altra azione chiave conisiste nel mettere a disposizione degli utenti la possibilità di diffondere essi stessi il marchio della mela morsicata. Oltre al logo ben presente e in vista sui prodotti, Apple spesso regala adesivi o materiale indossabile che può essere fieramente esibito dai propri utenti”.

Qui sta la vera portata rivoluzionaria di quello che ha fatto Steve Jobs.Ha fatto parlare con più successo di marketing tribale, marketing emozionale, societing.

Più che una serie di prodotti ha creato uno stile di vita, che ha cambiato il mondo e il modo di viverlo. Per questo dobbiamo dirgli grazie.

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

Una Risposta a “Steve Jobs e la tribù Apple: ecco dove rintracciare la sua grandezza.”

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    treoughan’s rewriter

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