Il peso degli spot: tra inadeguatezza e poca voglia di non prendersi sul serio.

Trapiantiamo la felicità” e “le cose più belle si fanno in due” sono i titoli di due ultime campagne pubblicitarie, che stanno facendo scalpore sul web con i loro spot, i quali, apparentemente, appaiono come un vero e proprio peso per i cittadini indignati.

Vediamole e cerchiamo di capire perchè:

1) La prima:

 

“Uno spot per la sensibilizzazione ai trapianti, realizzato dal Reparto Urologia dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, ha scatenato la reazione indignata degli internauti dopo la pubblicazione su Youtube. Alla protesta si e’ unita anche il vicesegretario regionale del Pd, Francesca Barracciu, che ha chiesto all’assessore della Sanita’ l’immediata revoca del commissario del Brotzu, Antonio Garau. ”Non e’ solo deprimente constatare l’effetto dilagante dell’evidentemente inarrestabile esibizionismo mediatico, ma e’ oltremodo vergognoso e inaccettabile che l’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, con in testa il commissario Antonio Garau – denuncia Barracciu – realizzi e diffonda, coinvolgendo medici, personale e malati, uno spot tarato sulla spazzatura televisiva e di certo indegno per la piu’ prestigiosa struttura sanitaria della Regione Sardegna”. Il videoclip, che ha una durata di quattro minuti ed e’ intitolato ”Trapiantiamo la felicita”, si apre con la sala operatoria prima di un intervento e si sviluppa con una serie di immagini del reparto fino all’esplosione di un happening danzante, con trenino guidato dal neotrapiantato e che trascina gioiosamente tutto l’ospedale. Duri i commenti su Youtube. ”Mentre voi ballate – si legge – i familiari sono costretti a cambiare i pannoloni, a svuotare i pappagalli dei congiunti ricoverati. Mentre nello spot si intravedono lucidissimi corridoi, nella realta’ nella maggior parte dei reparti la polvere, le schifezze regnano”. Ma altri internauti vanno anche piu’ sullo specifico, enumerando errori e manchevolezze della struttura ospedaliera”.(link Ansa)

 

2) La seconda:

“Lo spot della Vodafone e’ l’esempio di come i genitori non dovrebbero educare il figli”. E’ la presa di posizione della Societa’ italiana di pediatria che, dopo le numerose proteste di genitori e pediatri apparse nei giorni scorsi su blog e social network, scende in campo contro il messaggio pubblicitario lanciato dall’azienda produttrice di telefonini. Lo spot, trasmesso sia sulle tv sia attraverso il web, mostra un bambino che ‘ne combina di tutti i colori’ (butta un mazzo di chiavi nel gabinetto, mette il telecomando nell’inchiostro, imbratta i muri di casa) e riceve in cambio dai genitori non un rimprovero o un richiamo alle regole, ma un sorriso comprensivo. Per i pediatri e’ “un messaggio a sostegno dell’incapacita’ dei genitori di dare delle regole certe ai propri figli, di insegnare cio’ si fa e cio’ che non si fa sin dalla piu’ tenera eta’”, afferma il presidente della Sip Alberto Ugazio. “Inoltre – aggiunge – e’ un esempio molto negativo per i bambini che vedono tollerati (e addirittura apprezzati) comportamenti che devono invece essere fortemente censurati. L’educazione e’ apprendimento delle regole, che avviene in primo luogo in famiglia, e dalle quali il bambino riceve la sua individualita’ sociale”, sottolinea. “Stiamo vivendo un periodo storico di ‘emergenza educativa’ – commenta il segretario della Sip, Rino Agostiniani – con genitori, spesso talmente fragili ed emotivi, da ritrovarsi incapaci di porre regole, di predisporre con autorita’ e solidita’ quei paletti che consentono al bambino di orientarsi una volta adulto. La conseguenza di questa situazione e’ una generazione di bambini in crisi, arroganti ed aggressivi, ma al tempo stesso incapaci di sostenere le minime frustrazioni”. La Sip, prendendo spunto dallo spot, “lancia un appello ai genitori affinche’ diano ai figli regole certe, elemento fondamentale per assicurare una vita migliore da adulti”. (link Adnkronsos)

 

 

Io credo che nell’ideazione di una campagna si dovrebbe usare un po’ di buonsenso ed evitare di toccare argomenti vicini alla sensibilità delle persone, senza però rischiare di prendersi troppo sul serio.

In fin dei conti l’idea di voler trasmettere il concetto del trapianto come un gesto che dona e regala felicità sia apprezzabile, così come, del resto, l’idea che motiva lo spot della Vodafone. Dopotutto giocare sulla “stupidità” (che non me ne voglia) di Totti, testimonial della Vodafone per molto tempo, non era poi così “moralmente” più apprezzabile!

Servirebbe solo un aggiustamento di toni, per trasemttere gli stessi concetti in maniere meno discutibile!

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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