E-mail marketing. Perchè farlo (bene) conviene.

Mai chiedere alla propria donna che cosa voglia come regalo.

Ecco la mail che mi sono visto recapitare:

Gentile marco,

Siamo lieti di comunicarle che ******** desidera condividere con lei la sua wishlist Louis Vuitton. ******** le ha lasciato il seguente messaggio:

E’ lei. Come lei nessuno mai.

Scopra la Wishlist

Viva un’esperienza indimenticabile visitando il sito louisvuitton.com.

Se desidera ulteriori informazioni o necessita di assistenza durante la navigazione, la preghiamo di visitare la sezione “Possiamo aiutarla?” o di contattare il nostro Servizio Clienti al numero 800 30 89 80.

Con a seguito tante belle fotine allegate e non.

Ecco, questo è e-mail marketing. Fastidioso, accattivante, utile… dategli l’aggettivo che più peferite, ma sono ormai molti anni che le aziende lo utilizzano come importante strumento di web-marketing.

Ecco qualche consiglio su come scrivere una buona mail per veicolare un messaggio promozionale (da www.mestierediscrivere.com)

1. Definire il mittente
Prima di iniziare la stesura del testo, è importante curare un piccolo ma importante dettaglio: la definizione del mittente. Anche se state inviando un’email promozionale per conto dell’azienda Bianchi Colori & Vernici, “personificate” il messaggio specificando il vostro nome e cognome nell’intestazione. Otterrete un effetto positivo sul destinatario e guadagnerete molte più possibilità che la vostra email venga effettivamente aperta e letta.

2. La scelta del titolo
Ogni giorno le caselle di posta vengono letteralmente invase da decine di messaggi di amici, parenti, conoscenti, clienti, fornitori e dalle immancabili email pubblicitarie meglio note come “spam”.
In questo marasma di corrispondenza, diventa sempre più difficile far sì che il nostro messaggio promozionale venga notato.
È necessario dunque catturare l’attenzione del destinatario con un titolo accattivante, che lo spinga ad aprire l’email.

Il titolo deve essere un’anticipazione dei contenuti, deve incuriosire ma, al tempo stesso, non svelare del tutto quanto scritto nel corpo del testo. Ci sono termini come “news”, “bollettino”, “guida”, che tendono a suscitare interesse in chi legge, e invece parole come “gratis” e “offerta” che è sconsigliabile inserire nel titolo, in quanto si corre il rischio che il messaggio venga bloccato dai filtri “anti-spamming” e non giungere mai alla casella del destinatario.

3. Evitare il sarcasmo
La comunicazione via email, per definizione, perde la finezza del dialogo faccia a faccia. È più difficile cogliere le sfumature dell’espressione, distinguere tra le battute e le frasi dette sul serio.
È dunque consigliabile mantenere il tono del messaggio su un livello colloquiale, ma non sarcastico. Il sarcasmo alle volte può essere messo in evidenza con le cosiddette emoticons 😉 (scherzo) o 🙂 (sorriso). Tuttavia quest’uso particolare della punteggiatura non si addice molto a un’email professionale e tanto meno a un messaggio promozionale.

4. La lunghezza del testo
Secondo Jupiter Research, solo il 15% degli utenti legge i messaggi email fino in fondo. Oltre il 50% di essi legge solo le prime righe e poi decide se continuare o no nello scrolling del messaggio. Si perde in questo modo proprio uno dei principali vantaggi dell’email, che è quello di comunicare rapidamente.
Il messaggio deve dunque essere chiaro e conciso e concentrare i punti più accattivanti nelle prime righe, stimolando il lettore a continuare fino in fondo.
La lunghezza massima dell’email dovrebbe essere di 250 parole con il testo distribuito su righe di circa 60 caratteri.

5. La formattazione del testo
Html o non html? Questo è uno degli amletici dubbi che affliggono gli email marketer: ovvero scegliere se inviare un messaggio arricchito da colori e immagini, oppure un semplice testo in bianco e nero con caratteri Ascii.
La risposta corretta va ricercata di caso in caso, tenendo conto, soprattutto, di chi riceverà il messaggio. Se l’email promozionale è indirizzata a privati che si collegano da casa e probabilmente dispongono di una casella di posta con spazio limitato, è più opportuno optare per il formato Ascii, più leggero e velocemente scaricabile. Se, invece, l’email è destinata ad una clientela business, si potrà considerare di inviare un messaggio più pesante con qualche immagine o banner pubblicitario e il testo formattato.

6. Lo stile del testo
Lo stile dell’email dovrebbe essere in linea con la vostra linea di comunicazione aziendale.
Negli Stati Uniti nei messaggi email si usa spesso un tono più informale, rivolgendosi al destinatario con il suo nome di battesimo, tuttavia in Italia questo stile non è ancora molto apprezzato, e si corre il rischio che il tono più amichevole venga scambiato per maleducazione o mancanza di professionalità.

7. Riferimenti aziendali
In fondo a ogni messaggio si debbono aggiungere i riferimenti aziendali, affinché chi riceve il messaggio possa rapidamente contattarci nel modo che preferisce.
La firma deve contenere nome e cognome del mittente, il ruolo aziendale, l’indicazione dell’URL del sito della società ed eventuali ulteriori recapiti (fax e telefono).

8. Call to action
Se lanciamo una campagna di email marketing è evidente che perseguiamo un obiettivo commerciale: vogliamo vendere un prodotto o un servizio, invitare i destinatari a partecipare ad un concorso, a fornirci le loro opinioni o magari semplicemente a visitare il nostro sito. È proprio il risultato che vogliamo ottenere che dobbiamo tenere a mente nella stesura del testo, in modo da provocare un certo comportamento nella persona che riceverà il messaggio.
È importante dunque arricchire l’email magari con qualche link diretto alle pagine del sito, in modo da rendere facile, evidente e rapido il percorso per accedere a ulteriori informazioni.
I link a pagine web del nostro sito ci serviranno a non appesantire con contenuti eccessivi e troppo lunghi il messaggio email, e anche a far salire il numero dei visitatori, i quali per di più saranno qualificati (se cliccano sul link vuole dire che sono davvero interessati a saperne di più).

9. La frequenza del messaggio
La periodicità del messaggio dipende direttamente dal tipo di contenuti che si vogliono veicolare. In teoria ci sono dei limiti, minimi e massimi, che si consiglia di non superare.
Nel caso di una newsletter, a meno che non specifichi al momento dell’iscrizione la sua quotidianità, è consigliabile inviarla con cadenza settimanale, sempre che, naturalmente, si abbia qualcosa di rilevante (per l’utente) da comunicare.
Il limite massimo teorico per “farsi vivi” con i propri iscritti è invece considerato un mese, per non correre il rischio di essere dimenticati (e venire considerati spammer) e mantenere un filo diretto con i propri clienti.

10. Lasciare la porta aperta
Per avere successo con l’email marketing, dovete essere “invitati” dal destinatario a parlare. Se poi questi avrà la percezione che stiamo offrendo qualcosa di valore, allora sarà ancor meglio disposto a starci ad ascoltare con attenzione e a considerare la nostra offerta.
Può sembrare una contraddizione in termini ma, in realtà, partendo dal presupposto “patti chiari amicizia lunga”, è sempre meglio spiegare con chiarezza all’utente come cancellarsi dalla newsletter alla quale si è volontariamente iscritto, allegando qualche breve riga in coda ad ogni messaggio inviato.

 

Ecco un video che spiega bene problemi e modalità di creazione di una campagna di e-mail marketing, preso da “persuasive marketing”.

 

Ecco in sintesi i vantaggi che offre:

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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