La guerra dei Brand. Battaglie a colpi legali e di advertising.

“Con riferimento alla pubblicità Plasmon pubblicata oggi, Barilla prende atto di un’azione grave e sleale, contraria a tutti i principi di un’informazione chiara e corretta e contraria alla sana concorrenza ed etica comportamentale”.

Questa è la parte introduttiva di un comunicato diramato dalla Barilla (ecco la versione completa del comunicato) il 30 Novembre scorso, a seguito della pubblicazione da parte di Plasmon di una campagna advertising (portata avanti sul sito, sui giornali, sui social network…) che compara i suoi prodotti con i Barilla.

Plasmon risponde e “precisa che tutte le affermazioni contenute nella campagna pubblicitaria sono vere , verificabili, complete e basate su dati analitici incontrovertibili. Plasmon ribadisce che la normativa sugli alimenti per l’infanzia 0-3 anni impone limiti molto restrittivi per quanto riguarda la presenza di micotossine, metalli pesanti e pesticidi, distinguendo in modo netto tra baby food e alimenti per adulti”.

Insomma, una vera e propria guerra a colpi di legali e di advertising.

Ecco infatti la risposta in termini di campagne pubblicitarie di Barilla (anche sul sito porta avanti il messaggio).

Ma questa è solo una delle tante battaglie tra Brand a cui assistiamo.

Che dire di quella tra Apple e Samsung (bellissima l’iconografia che descrive la guerra su ninjamarketing).

Come si legge su tuttoandroid.netApple aveva già accusato il colosso coreano di aver copiato i propri prodotti depositando una denuncia alla corte distrettuale di Düsseldorf , e questa in seguito aveva  emenato un’ingiunzione che proibiva la vendita del Galaxy Tab 10.1 in territorio europeo, decisione che è stata poi limitata al solo territorio tedesco. Senza attendere l’esito del processo, che porterebbe via troppo tempo, Samsung è corsa ai ripari creando una versione del Galaxy Tab per il solo mercato tedesco, denominata 10.1N.

In tanti potrebbero pensare che i cambiamenti introdotti possano essere sufficienti a distinguere nettamente il Galaxy Tab dall’iPad, dato che i due tablet hanno già un rapporto tra altezza e larghezza diverso (4:3 per l’iPad, 16:10 per il Galaxy Tab). Tuttavia Apple non pare soddisfatta di queste modifiche, ed ha presentato una nuova mozione, sempre alla corte di Düsseldorf (notoriamente famosa per essere tendenzialmente favorevole ai depositari di brevetti). La nuova decisione sul caso verrà presa il prossimo 22 dicembre”.

E che dire della storica battaglia tra Pepsi e Coca-Cola (tanto celebre che su wikipedia si trova una pagina dedicata alla guerra della Cola, tanto famosa che History Channel ne ha fatto un documentario), che va avanti da decenni.

Ecco un video del 1995, in cui un camionista prova una Pepsi e poi non vuole restituirla!

Gli ultimi sviluppi sono i seguenti: “le due rivali storiche hanno fatto scoppiare l’ennesimo conflitto, questa volta partito dall’Australia. Coca-Cola e Pepsi hanno fatto partire una guerra che presto potrebbe espandersi in America ed Europa. A fare causa è stata Coca-Cola che ha accusato Pepsi per la sua nuova bottiglia curvilinea. “È «sostanzialmente identica o ingannevolmente simile» a quella oramai leggendaria che esce dalla fabbrica di Atlanta, accusa Coca-Cola. La posta in gioco è la supremazia nel mercato mondiale delle bibite”, riporta il Corriere della Sera. La questione è arrivata davanti alla Corte federale australiana di Melbourne, ha rivelato domenica il quotidiano Sunday Telegraph. (link)

 

Queste sono solo alcune delle tante. Ma in tutte queste battaglie, chi ci guadagna?

Rispondere chi vince sarebbe troppo facile. Di certo una vittoria (con conseguenze economiche e di portfolio) aiuterebbe un brand ad eliminarne un altro dal mercato, o quantomeno di ridurne la forza. Ma molti studi dimostrano come le persone si affezionano alla propria marca se messa sotto assedio. Inoltre c’è una questione di reputazione. Una guerra non è un vanto per nessuno e le aziende devono stare ben attente prima di intraprendere una “Guerra dei Brand” che potrebbe, anche se vinta, risultare deleteria.

 

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

Una Risposta a “La guerra dei Brand. Battaglie a colpi legali e di advertising.”

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