Grom, il gelato come una volta nel mondo d’oggi.

Questa un’intervista rilasciata a Mad in Italy.

In effetti questo progetto sembra proprio una cosa da pazzi, da fuori di testa: un progetto alla nascita folle, un po’ come pensare che una crema alla nocciola potesse conquistare il mondo (Nutella), o pensare di portare la pasta fresca in casa tutti i giorni alle famiglie (Giovanni Rana). E invece se queste idee folli vengono coltivate con coraggio e tanto buon senso possono fruttare moltissimo.

Passando per Via Banchi di Sopra a Siena, pochi giorni fa, mi sono stupito della fila delle persone che, nonostante il freddo, aspettavano per procurarsi un gelato da Grom. E allora proviamo a capire come mai.

 

 

Grom, il gelato come una volta, è veramente (per esperienza personale) il gelato più buono. Ma di prodotti buoni, ottimi ce ne sono tanti, e non sempre tutti ottengono un successo del genere. Ci deve essere sotto senza dubbio qualcosa.

Ma andiamo per gradi.

L’azienda Grom nasce a Torino nel 2003, con la prima gelateria in centro. L’idea è di due ragazzi italiani, Federico Grom, economista, e Guido Martinetti, enologo (gli intervistati nel video di Mad in Italy),  i quali hanno dato il via, in meno di 10 anni, ad una azienda dalla filosofia così robusta da conquistare il mondo.

Il laboratorio è sempre lo stesso, a Torino. Lì vengono mescolate le materie prime, prive di emulsionanti, che lo rendono quindi più duro dei gelati comuni, e i composti vengono distribuiti 3 volte a settimana nei punti vendita, una quarantina in Italia e in alcune grandi città nel mondo: New York, Malibu, Tokyo e Parigi.

Ecco alcuni ingredienti del successo:

1) Famoso perchè ha un grande successo, soprattutto all’estero dove alla bontà del gelato si aggiunge il “Made in Italy”, terzo brand più conosciuto al mondo dopo “Coca-Cola” e “Visa”.

2) Appealing perchè il gelato GROM è anche “bello a vedersi”.

Il blu cobalto (colore prescelto per coppette & co.) rende la degustazione del gelato molto elegante.

3) Eticamente corretto grazie alle iniziative intraprese.

La prima di tutte, il progettoGROM Loves World, incoraggia e promuove attivamente il rispetto per l’ambiente e l’ecosostenibilità.

È importante poi ricordare un’iniziativa, l’ennesima, che rende questa azienda una dei fiori all’occhiello del business italiano. Grom collabora con l’Associazione Italiana Celiachia. Tutti i gusti, tranne quelli contrassegnati da una spiga, sono gluten free e quindi idonei per la dieta dei clienti celiaci.

A tutto questo si aggiunge l’attenzione nella scelta delle materie prime e la cura nel processo produttivo.

Relativamente al primo aspetto, GROM propone i Gusti del Mese che, agli occhi un pò meno naïve di chi è appassionato di marketing, appaiono come una forma di comunicazione e pubblicità fortissima.

Ai limoni di Amalfi e alle fragoline di Ribera, carissime e coltivate solo in Sicilia, si affiancano i frutti di MuraMura, progetto nato nel 2007 che prevede la coltivazione, in 10 ettari a Castiglione d’Asti, di frutta, ovviamente bio, attraverso la rotazione delle colture tipiche del Medioevo. Il tutto circondato da api, le quali impollinano le piante e producono un miele completamente bio, che viene regalato agli amici e ai clienti più fedeli. Insomma, l’eccellenza è un ossessione, ed è il segreto del successo.

Ciò comunica che la catena è attenta alla “stagionalità” degli ingredienti (in particolare la frutta) ma, soprattutto, crea nel consumatore la curiosità del leopardiano “infinito oltre la siepe”: quali saranno i gusti del mese successivo?

La politica di GROM è quella di applicare alla produzione del gelato artigianale un principio comune a tutti i migliori ristoranti del mondo: l’acquisto di materie prime di qualità assoluta.

Ciò permette di avere granite alla mandorla Pizzuta, sorbetto all’albicocca tonda di Costigliole, crema al torroncino con con nocciola Tonda Gentile e gusti più esotici e stravaganti come la crema al cioccolato “Ocumare” del Venezuela e la crema al gusto di Caramello al sale con zucchero caramellato e sale rosa dell’Himalaya.

La cura del processo produttivo, invece, deriva dalla centralizzazione delle fasi iniziali della produzione del gelati. Inoltre le menti di GROM hanno pensato bene di usare la loro “moneta” all’interno dell’universo “GROM”: la GROMCARD.

Ecco una presentazione sull’Analisi del sistema di offerta esperenziale di Grom, di Carlo Mazzocco.

 

Interessante anche l’uso dei social network, in particolar modo con i 23.000 fan su Facebook (dove sono disponibili alcune pagini e sezioni, su tutte segnalo quella sul gusto del mese), Twitter invece è ancora un universo da scoprire.

 

Fonti Ninjamarketing, Sometti.eu, puntarellarossa, businessinside.

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

2 Risposte a “Grom, il gelato come una volta nel mondo d’oggi.”

  1. …alla fine caro Marco, io che sono un appassionato vero di gelato (sul cono!!!!), ti invito a rileggere quello che hai scritto e vedrai che ben poco si riferisce al contenuto(gelato) e quasi tutto alla forma (pubblicità, comparsate televisive, personaggi famosi, estetica…..blablabla….).
    ..e quando sul merkato si crea una bolla….prima o poi……….ciao

  2. Whenever you can see the white film otherwise crusty build up stuck your tea kettle or
    your coffee maker you will wish to repeat the process the few times to make certain that they build up are
    thoroughly away. If you make a pot of coffee at 10 am and
    additionally one drink a mug or two, all the rest of the pot will most likely remain seated there waiting for your hours subsequently, simply
    as warm (otherwise quite since tasty) since it had been at 10.

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