Quando googlarsi fa bene: la web reputation dopo un buon CV

Googlarsi (e non l’ho inventata io questa parola, giuro, c’è anche sul mitico wikidizionario) è una pratica che credo in molti abbiano provato a fare, almeno una volta, anche per sola curiosità.

Avete mai notato i risultati che vengono fuori nella SERP?

Ecco la mia:

 

Come si vede, la mia include la pagina facebook, il profilo linkedin, il profilo su google+. Scorrendo, in fondo alla pagina (nello screenshot non si vede) c’è il link al mio profilo twitter. Solo a pagina 3 si trova, ahimè, il link al blog (segno che c’è molto da lavorarci sopra!).

Tutto questo per dire cosa? Beh, che una SERP vale tanto quanto il vostro Curriculum Vitae.

Se siete alla ricerca di un posto di lavoro e inviate freneticamente il CV alle aziende, non dimenticate che Google parla di voi tanto quanto il vostro CV. Lo scopo di un CV è quello di farvi notare, di farvi prendere in considerazione per un colloquio. Anche qualora il vostro fosse ottimo e ben fatto, non va dimenticato che le aziende, quando vengono colpite dal profilo di un candidato, ormai cercano sempre il nome del soggetto su internet. Va da sè che, a parità di CV, una persona che ha una migliore web reputation è più probabile venga contattata, rispetto a una che non cura questo aspetto. Ma non parlo di SEO o di ottimizzazioni. Quello è fin troppo.

Parlo di social network.

Se, infatti, un responsabile risorse umane interessato dal vostro percorso di studi e dalle vostre esperienze lavorative e personali vi cerca e trova un link al vostro profilo facebook, ad esempio, e da lì vede foto “compromettenti”, come una con un bicchiere in mano e sguardo da ubriaco, state pur certi che non vi chiamerà per approfondire la conoscenza.

Non che avere foto in situazioni personali sia sbagliato: i social sono del tutto soggettivi e non è un peccato che contengano foto o informazioni che, appunto, sono personali. Il problema qui è che è bene saperle gestire e provare ad offrire un’immagine che sia di se stessi migliore possibile.

Ecco allora qualche consiglio che vi do, frutto anche dell’incontro avuto in settimana con Alessandra Lupinacci, marketing and communication specialist di Monster.

  • Rendete private le informazioni sensibili come religione e orientamento politico sui social, non si sa mai chi vi possa venire a cercare!
  • Rendete privati gli album e le foto, di modo che solo chi vi è amico possa visualizzarli.
  • Fate in modo che nelle info ci siano informazioni come NOME, COGNOME, MAIL, così da rendere possibile un contatto diretto.
  • Rendete visibili siti e info che volete che vengano visualizzati (come un blog, ad esempio, che è sempre un elemento positivo da sottolinare -certo, a meno che non sia un inno al fascismo o un’osannazione del fondamentalismo, così, per dire)
  • Fate in modo che il vostro CV sia reperibile on-line, in qualche sito, come Linkedin o altre piattaforme (come Monster ad esempio).
  • Cercate di avere tra i contatti una mail decente (una come cucciolotto69@…..it è difficile che invogli una persona a contattarvi).
  • Ricordare che nel dashboard di Google è possibile gestire la propria presenza sul web, sotto la voce IO SUL WEB.
  • Se avete un social, circondatevi delle persone giuste. Cercate cioè di avere nelle vostre reti persone chiave, di modo da avere piste privilegiate nella ricerca del lavoro (soprattutto twitter e linkedin permettono questo!).
  • So che è brutto a dirsi, ma fate attenzione ai link, ai commenti, ai post che pubblicate. Gli headhunter sono sempre pronti a giudicare quelli più che il vostro CV. Rendete privata la bacheca, al massimo, se non volete, giustamente, rinunciare a esprimere tutta la vostra soggettività sui social. Ecco un video carino:
  • Non esagerate cercado di migliorare la vostra web reputation, esagerando nelle vostre competenze o capacità. Se scrivete, ad esempio, che parlate in modo ottimo l’inglese è legittimo che, se vi chiamano per un colloquio, la telefonata avvenga in inglese!

Ricordate, il web dice tutto di voi, vi “mette a nudo” e vi “fa i raggi X”.

Prima di questo, naturale, create un buon Curriculum Vitae. Senza quello, non si va da nessuna parte, ma questo è un tema così complesso che merita un articolo tutto suo…

 

 

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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