Facebook e la solitudine dei numeri primi

Sapete che significa “innovatore” o “oceano blu”?

Chi non ricorda il motto “Chi prima arriva meglio alloggia!?”

Vi è capitato di leggere “La solitudine dei numeri primi”?

Se la risposta a tutte queste domande è SI, beh, vi consiglio di non leggere nemmeno il post. Mixatevi questi elementi da soli!

Se invece qualcosa vi manca, l’articolo che segue è un interessante unione di tutti questi elementi. Con in mezzo Facebook e gli altri social media a scombinare un po’ i piani.

Facebook, infatti, è stato senza dubbio un’innovatore tra i social network. Chi avrebbe mai pensato che un social network avrebbe trasformato così radicalmente la vita di tutto il pianeta e che avrebbe potuto avere un successo tale per cui adesso, se fosse una nazione, sarebbe la terza più popolata al mondo!? Beh, forse nemmeno i nostri amici di MAD!

Il social di Zuckerberg ha senza dubbio individuato un bisogno latente, quello della relazione e dell’utilità della socialità, e lo ha soddisfatto, impiagando la tecnologia per un uso nobile. Ha trovato l’ocenao blu, ci si è tuffato. Un po’ come Rana con la pasta fresca (chi avrebbe mai pensato che sarebbe stato possibile portare la pasta fresca tutti i giorni in casa delle famiglie), o Ferrero con la Nutella (quando è nata era impensabile prevedere che una semplice crema alla nocciola avrebbe potuto rivoluzionare il mondo), tanto per citare qualche orgoglio nazionale.

Sulla scia di FB, anni dopo e con colpevole ritardo, altri progetti di social networking sono stati messi in piedi, la maggior parte dei quali con scarsi risutati, alcuni invece geniali. Geniali perchè avevano alla base un’idea fantastica. Twitter per esempio. Geniali perchè avevano alle spalle potenze e colossi clamorosi (Google+).

E qui passiamo alla questione del motto. Purtroppo per Twitter o Google plus, FB è arrivata prima. Ha mercato, soldi, utenza. Può fare sostanzialmente quello che vuole. Ed è inutile che gli amici di Google Plus si arrabbino se entrano sul mercato con le cerchie e FB crea le liste e sostanzialmente gli frega l’idea. E’ inutile che i geek di twitter creino la 3 guerra mondiale perchè FB ha introdotto da poco le liste di interessi (che ricordano molto da vicino un mix tra i reader e gli hashtag). FB è arrivata prima. Il vantaggio dell’innovatore.

Il vantaggio del numero primo: ma primo sia nel senso che è arrivato primo, appunto, sia perchè è solo e triste. Un po’ come Mattia e Alice (i protagonisti del best seller di Paolo Giordano), che non riescono a superare il muro di solitudine che li separa. Diciamocelo. Nutre molta più simpatia un Pinterest, un Twitter, un Linkedin: dinamici, brillanti e scoppiettanti. Facebook, invece, lo vedo un po’ triste, infelice. Della serie, per concludere con i luoghi comuni, i soldi non fanno la felicità (ma piangere su una Ferrari è meglio che piangere su una bicicletta).

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

2 Risposte a “Facebook e la solitudine dei numeri primi”

  1. Beh.. è un bel piangere 😀
    bel post!

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