SMO e democrazia della rete

La SEO è morta? Forse ancora no. Ma è in procinto di farlo.

Questo è il mio personale parere che mi sono costruito guardando all’evoluzione del funzionamento dei motori di ricerca. C’è chi sostiene che la SEO sparirà entro pochi anni. Io condivido a pieno questo pensiero. E lo condivido con entusiasmo: si sta procedendo verso una deriva maggiormente democratica, che permette ai migliori di emergere, a chi ha più passione di apparire, a chi ha qualcosa da dire di farsi trovare con più facilità, senza trucchetti da “smanettoni” e senza codici e formule magiche che rendono possibile l’ingiusto e l’impossibile. Ci si sta muovendo, semmai, verso quella che in gergo viene definita SMO, ovvero social media optimization.

Questo perchè i social media si posizionano con una facilità estrema all’interno della SERP e perchè le condivisioni e la viralizzazione dei contenuti sono interpretati dai motori di ricerca come un elemento qualitativamente considerevole.

Quindi qualità dei contenuti in primo piano.

Ma siamo giunti a un livello tale per cui questa rappresenta un elemento necessario e non sufficiente per stare nel web nel modo giusto. Alla qualità dei contenuti va affiancata, come sempre, la quantità. Quantità intesa in termini di aggiornamento costante dei contenuti. Più contenuti di qualità equivalgono a maggiore visibilità. C’è poco da fare. E’ la rivincita dell’inbound marketing: il farsi trovare diventa più importante del trovare (outbound) potenziali user e consumer.

Rivoluzioni come Google Panda o Google Fresh, per citare alcune delle più determinanti introdotte dal principale motore di ricerca, hanno radicalmente modificato l’approccio al web e il modo di fruirlo e di interpretarlo. Diventa dunque sempre più importante sviluppare un’ottima strategia di SMM, che comprenda qualità dei contenuti, implementi la viralizzazione, favorisca il WOM, imponga condivisioni, stimoli la creatività, generi interazioni.

Chiarito con forza questo aspetto, voglio però abbandonare il tono provocatorio e riavvicinarmi alla realtà, per chiudere il post in modo appropriato. Quando dico che la SEO è morta, intendo questo riferendomi alla SEO per come si è sempre pensata e per come gli informatici la intendono. Puro linguaggio di programmazione, pure striscie di codice. In realtà la SEO non è morta affatto. E’ sempre fondamentale. Che Google si preoccupi di far emergere i buoni contenuti è un dato di fatto. Basta sentire un passo di Matt Cutts, il guru Google sella SEO:

Ma Cutts dice anche che, certamente, se un webmaster ha la facoltà di spendere tempo per trasformare il suo sito in una piattaforma accessibile e utile in termini di ottimizzazione dei contenuti, certamente questo aiuta i motori di ricerca a posizionarlo. Del resto, nel 2010 lo stesso Google ha aggiornato la guida all’ottimizzazione, nella cui premessa si legge, chiaramente, “this document first began as an effort to help teams within Google, but we thought it’d be just as useful to webmasters that are new to the topic of search engine optimization and wish to improve their sites’ interaction with both users and search engines. Although this guide won’t tell you any secrets that’ll automatically rank your site first for queries in Google (sorry!), following the best practices outlined below will make it easier for search engines to crawl, index and understand your content“.

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About Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

2 Risposte to “SMO e democrazia della rete”

  1. Ottimo articolo, Marco.
    Nel mio articolo “La SEO è morta” lancio la tesi secondo la quale ciò che conta oggi, e conterà ancora di più domani, è la qualità dei contenuti.

    La qualità, a mio avviso, è la capacità dei contenuti di essere utili ed avere la propensione alla condivisione in rete.

    Questa qualità non si conquista a “colpi di trucchetti”, quindi se una parte della SEO resterà, sarà solo strutturale al sito e rientrerà nella buona progettazione, la cosiddetta SEO onsite.

    A questo punto, solo i siti che hanno davvero qualcosa da dire scaleranno le SERP dei motori di ricerca, ma, cosa più importante, saranno linkati nei social network attraverso le condivisioni di quegli utenti che hanno ritenuto di qualità il loro contenuto.

  2. E’ il futuro, anzi il presente. Hai ragione. Complimenti per l’articolo “la SEO è morta”, dal quale ho tratto ispirazione per scrivere il mio e che ho ritenuto, appunto, così di qualità da meritarsi un link in uscita dal mio blog!

    A presto!
    Marco.

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