Novità social: una panoramica

panoramica social

Ogni giorno assistiamo a trasformazioni, aggiornamenti, cambio di funzioni, integrazioni, news in ambito social; mutamenti così frequenti che si rischia di perdere il filo in un mare magnum così confuso di informazioni e radicali cambiamenti. Con questo post voglio cercare di trarre le fila e rimettere insieme tante piccole breaking news delle ultime settimane. Di pochi giorni fa è ad esempio il rapporto Nielsen “the state of social media 2012“, dal quale emerge con chiarezza come 4 italiani su 10 (Italia, popolo della partita IVA e dei telefoni cellulare da sempre) usano quotidianamente il loro smartphone per navigare su internet. Se questo dato è uno dei più rilevanti, significativo è anche l’aumento delle ore che trascorriamo di fronte al pc, come la crescita dell’uso della social tv (l’integrazione con Twitter è considerevole), il boom di Pinterest, l’attenzione alla social care e l’importanza della pubblicità via social (qui una presentazione slideshare sul report di Nielsen). E sempre di poche ore fa è anche il report “The state of social media marketing – Industry Report 2012: Most Admired Brands“, nel quale si stila una classifica delle marche più “ammirate” sui social (il podio è Coca-ColaHubSpotStarbucks), con dati interessanti anche per quanto riguarda le company revenues. Ma passando sopra ai vari rapporti, cerchiamo di vedere in concreto quali sono le trasformazioni alle quali abbiamo assistito negli ultimi giorni.

Partiamo dal social per eccellenza, Facebook.

Se avevamo già parlato di facebook gifts, sponsorizzazioni, microdonazioni, una novità dell’ultima ora è che il social di Mark Zuckerberg ha deciso di seguire la stessa strada di Twitter, almeno nella terminologia: ecco infatti in arrivo il “follow“; in progetto c’è l’idea di trasformare il tasto “subscibe” (in italiano è “ricevi aggiornamenti”) nel tasto “follow“, dove nulla cambierebbe nella sostanza, ma solo nella terminologia. Ma come sottolinea Ninjamarketing, se il mutamento è solo semantico all’apparenza, nasconde in verità una profonda battaglia tra i due social. E che dire dei rumors sul fatto che Facebook acquisterà WhatsApp? La notizia l’ha lanciata se non sbaglio TechCrunch, ma ha fatto subito il giro del mondo. Staremo a vedere come si evolverà la situazione, anche se la risposta di WhatsApp è stata la seguente: “The TechCrunch article is a rumor and not factually accurate. We have no further information to share at the moment”. Ma se questa è un’indiscrezione da verificare più che una notizia, i repeat event sono già lì che si lasciano creare: da poco è infatti disponibile la funzione “create repeat event” che permette di riproporre un evento passato, concluso. E recente è anche la notizia del cambio dei criteri di privacy (come fosse la prima volta…) impedendo agli utenti di rendersi invisibili alla ricerca di facebook: ecco quello che riporta il NYT “the company is eliminating the ability for people to hide themselves on Facebook’s search, a control, that until now, has existed in the privacy settings on the company’s Web site”. Una bella notizia arriva invece per gli androidiani, i quali finalmente potranno avere tra le mani l’app facebook di nuova generazioneun’app ridisegnata, nativa, finalmente rapida e veloce (usabile mi verrebbe da dire!), che abbandona l’HTML 5 e si omologa a quella di iOS. E una svolta la compie anche Amazon che si integra con facebook per lanciare i Friends and family gifting, con quali accedendo tramite FB è possibile consultare, creare e vedere le liste dei desideri di amici e parenti. Concludo questa carrellata con il mitico Year in Review, il libro di Facebook disponibile per tutti che si pone l’ambizioso obiettivo di raccontare il tuo anno riproponendoti i momenti più significativi (che poi non sono altro i posts, le foto, gli status con più interazioni). Per vederlo è sufficiente digitare facebook.com/yearinreview. Se invece vi interessa non la vostra vita, ma quello che è successo nel mondo (e siete motivati a leggerlo con gli occhi di Zuckerberg) dovete accedere alle facebook stories, una pagina che contiene i trends più significativi dell’anno. Non proprio una novità, visto che questa è un’abitudine in voga da tempo sulla sponda twitter e Google.

Riparto da Twitter per proseguire questa carrellata: anche lui ha il proprio year in review, e precisamente lo ha chiamato year on twitter. Disponibile in 10 lingue se analizzato attentamente da la possibilità di trarre implicazioni culturali significative (oltre che politiche e sociali). Inutile però girarci a torno. Parlare di Twitter e di novità porta inevitabilmente a parlare di @pontifex e #faiunadomandaalpapa. Il Papa in persona ha deciso concedersi alla frivolezza dei social media, e lo ha fatto in modo talmente monodirezionale e mi verrebbe da dire “broadcast” che (scusate se offendo qualcuno) si merita tutte le battutine che circolano e che lo vedono indiscusso protagonista. Questi i suoi numeri fino ad ora: più di 1 milione di followers, 7 tweets, 8 profili ufficiali (anche in arabo) e una marea di insulti. Ma lo sappiamo, il popolo della rete si prende con leggerezza, ama scherzare ed è composto da burloni… Quello che invece non fa ridere è la guerra con FB per le foto. Facebook ha comprato instagram, e questo è risaputo. Da allora però sono cambiate molte cose. Instagram è divenuto un social a se stante, dando la possibilità agli utenti di crearsi un profilo da PC e ristudiando il design; Facebook ha introdotto il filtro per le foto da mobile e la stessa cosa ha fatto twitter, anche perchè da poco tempo non è più possibile vedere direttamente un’anteprima delle immagini condivise da instagram direttamente su twitter (una bella fregatura eh). Ecco allora la contro mossa: gli shared pins. Da poco si possono vedere in anteprima i pins condivisi da Pinterest su twitter! Insomma, una vera e propria partita di scacchi giocata all’ultima foto. Ma twitter emerge anche per l’uso e i risvolti creativi che se ne fanno: dal tweet che diventa maglia, a quello che diventa cioccolata, all’uso di twitter per monitorare la fila dal dottore. Insomma un social che non finisce mai di stupire.

In tutto questo trambusto credete che Google sia stato a guardare? Circa due mesi  Google ha acquisito Snapseed, e adesso lo ha migliorato, integrato con Google +, reso disponibile per Android e lo ha messo gratuito. Ecco la risposta di risposta di Mountain View alla battaglia Facebook / Twitter in ambito Photosharing. E se il nuovo design grafico e le nuove funzionalità di Gmail non sono più una novità, l’introduzione delle community come risposta ai gruppi di FB lo è eccome, così come l’introduzione di Data Highlighter: una nuova funzione all’interno dei Webmaster Tools per taggare le pagine di un evento. E anche Big G crea il proprio riassunto del 2012: si chiama zeitgeist e sfogliando il sito si ha una panoramica di cosa è stato l’anno appena trascorso sul motore di ricerca più usato al mondo. Tra le news più significative spiccano le 1,2 trilioni di ricerche, in 146 lingue e le parole più ricercate.  Google, inoltre, è uno dei brands che più spende in pubblicità, piazzandosi al 34esimo posto e ha recentemente superato Nike nella speciale classifica most shared social video brands of 2012. Quello che però più mi ha colpito recentemente riguardo Google è una notizia di cronaca, passata forse troppo inosservata, sul quale è a mio avviso giusto soffermarsi. Big G è responsabile di quello che c’è in rete. In Australia la corte ha condannato Google a risarcire Milorad Trkulja di 200.000 dollari: il promoter musicale australiano aveva accusato l’azienda di diffamazione. La cosa più significativa, come si legge in un post di mytech è che se davvero Google può essere trascinato in tribunale e costretto a pagare per contenuti pubblicati da altri, il paesaggio che si prospetta all’orizzonte è ben poco invitante per chi produce e convide contenuti in Rete. Insomma, sentenza che fa discutere e che fa, a suo modo, storia.

Di fronte a tutti questi sconvolgimenti le notizie del blog o sito WordPress che posso essere gestiti da Hootsuite, Linkedin che integra Quora e il nuovo design di youtube sembrano quasi frivolezze! 😉

In attesa di nuove trasformazioni, aggiornatemi pure e suggeritemi nuovi sviluppi che in questo caos posso essermi perso! 🙂

Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

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