Il groviglio dei social

Ormai sempre più frequentemente, con cadenza bisettimanale direi, mi soffermo sulle ultime news in ambito social. Mi sembra un’operazione doverosa, in quanto spesso usciamo confusi dal groviglio di informazioni che passano davanti ai nostri occhi giornalmente.

Incomincio da Facebook e parto da una news, che poi tanto news non è, visto che risale a tempi che furono, ma che spesso mi accorgo esser passata troppo sottobanco. Il social di Zukerberg ha cambiato le proprie condizioni d’uso delle Fan Page. C’è molto da leggere, qui mi soffermo solo sull’aspetto relativo alle copertine, che mi pare anche il più trasgredito:

Le copertine non possono contenere i seguenti elementi:
i.    Informazioni su prezzi o acquisti, quali “sconto del 40%” o “Scaricalo su socialmusic.com”;
ii.    Informazioni di contatto come l’indirizzo di un sito Web, un’e-mail, un indirizzo di mailing o informazioni che dovrebbero essere inserite nella sezione “Informazioni” della Pagina;
iii.    Riferimenti a funzioni o azioni di Facebook, come “Mi piace”, “Condividi” o una freccia che punta dalla foto di copertina a una qualsiasi di queste funzioni; oppure
iv.    Inviti all’azione, come “Scarica subito” o “Dillo ai tuoi amici”.
Una scelta che mi fa riflettere è invece l’idea di dare la possibilità agli utenti di inviare messaggi agli sconosciuti pagando un dollaro. In poche parole cercano di monetizzare a scapito (ancora) della privacy di quegli utenti che magari hanno scelto di non essere contattati volutamente. In più, se sembrava ormai fatto l’acquisto di What’s app da parte di Faccia-libro, le recenti smentite hanno trovato motivazioni nell’ultima pensata del social più seguito al mondo: ecco infatti i messaggi vocali e le telefonate. Ebbene sì, presto dallo smartphone sarà possibile chiamare (anche se per ora si fanno solo dei test) e inviare messaggi vocali mediante l’applicazione messenger. Queste sono quasi certezze, ma c’è anche chi azzarda un nuovo design per il social, che lo rivoluzionerebbe anche concettualmente. Un po’ troppo azzardato forse, ma ecco come potrebbe essere:
Futurismo allo stato puro. Per il momento, infatti, il social blu si accontenta di tornare (almeno nella sostanza) al vecchio design, eliminando il flusso di notizie a 2 colonne (la tanto odiata timeline per intenderci).
Restiamo però sul concreto. Da poco possiamo pubblicare nei nostri post più di una foto per volta, oltre che pubblicare degli album di foto con la tecnica del trascinamento senza uscire dalla timeline. Finisco la carrellata facebookkiana con una certezza e una indiscrezione. La certezza è che grazie alla prossima versione dell’app potremmo avere sotto controllo i punti di interesse più vicini a noi: tramite il pulsante Nearby (nelle Vicinanze), potremo scoprire i locali che i nostri amici frequentano e raccomandano e consigliarli. Facebook va all’attacco diretto e frontale di Foursquare e degli altri social di viaggio e geolocalizzazione.
Quello che invece pare per il momento un’indiscrezione è che sembra possa scomparire il blocco con foto, amici, mi piace (quello in alto a destra), sostituito con tasti più semplici (tab). Inoltre il nostro nome avrà il testo in bianco e sarà spostato proprio sopra la foto di copertina. Qui trovate queste news sul restyling di Facebook del 2013.
Anzi, a dirla tutta di “bombe” ce ne sarebbe un’altra: la butto lì, sperando che non venga mai messa in essere. C’è l’idea di lanciare gli spot pubblicitari video in autoplay, che partono in automatico senza bisogno di click, appena aperta la home. Rabbrividisco e passo a Twitter.
Lasciato “a piedi” da Instagram, passato sull’altra sponda, prima ha introdotto i propri filtri fotografici, in barba all’arroganza di Zuckemberg che compra tutto 🙂 e poi si è dato alla musica: con SoundTracking gli utenti possono integrare suoni e video nei propri tweets! E mentre è in voga la “twitter diplomacy” in ambito politico (3 ministri su 4 hanno un profilo e dialogano con gli elettori), il prezzo per un eventuale acquisto di twitter viene valutato intorno agli 11 miliardi di dollari!

In questo marasma Instagram diventa per la prima volta l’app numero uno (gratis) dell’apple store, Linkedin aggiorna i numeri, toccando i 200 milioni di iscritti (4 milioni in Italia) e Google + apre all’interazione, rendendo possibili i famigerati +1 anche con chi non ti ha accolto nelle proprie cerchie.

Niente male davvero. Per oggi è tutto, alla prossima social-carrellata! 😉

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Informazioni su Marco Vangelisti

Blogger, amante-studioso-esperto di marketing, comunicazione e social; creativo, motivato, ambizioso, ostinato e lunatico. Vedo il bicchiere mezzo pieno.

2 Risposte a “Il groviglio dei social”

  1. Condivido molto di ciò che dici e molto altro apprendo. Felice di ascoltarti. Qualche riflessione più o meno attinente… : secondo me i social sono molto più utili tra amici e gruppi ristretti di persone che non particolarmente estesi, inoltre sono girate bufale tali che forse è meglio tenere questi mezzi un po’ a margine della politica e dell’informazione giornalistica. Diciamo che non vedo tutta questa utilità perché sono convinta che l’impulso vada bene per la comicità, ma non per la politica, e pèer l’infoprmazione istituzionale Già i tempi dei semplici siti, di tv, radio e stampa fanno rimbalzare continuamente notizie che più che informare disorientano il lettore/elettore. O si è scaltri e preparati a trarre info da un certo tipo di mezzi, oppure meglio il tradizionale che, per definizione, è verificato, e se non lo si è fatto bene si risponde e si paga di persona! Ovviamente tutto è relativo, ma già bastò un mercato per mettere in giro la notizia che il comune avrebbe suna scuola elementare alla stazione di campiglia, figurarsi se fosse uscito su un social, e giuro che la verità è sempre molto più difficile da comunicare e diffondere perchè il fantasioso e lo scandalistico attraggono di più, purtroppo, il cittadino medio.

    • Beh, sul fatto che la verifica della fonte sia più difficile sul web e a maggior ragione sui social condivido. Così come sono d’accordo con te sul fatto che di bufale on-line ne girano a volontà.
      Detto questo i social sono uno strumento di comunicazione indispensabile, utile per intercettare le conversazioni, creare community, costruire un’immagine allargata di un brand, interagire, entrare nella vita reale delle persone, scoprirne i bisogni, creare un dialogo… tutti elementi che alla lunga giovano alle aziende e hanno (se gestiti con senno) un ritorno sull’investimento (in termini economici e non) 🙂

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